Monumenti
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Itinerario storico artistico di Goito
Goito è il paese dei Bersaglieri e ce n'è uno in bronzo (dello scultore Carlo Ceragioli) sul "Ponte della Gloria" sul fiume Mincio a ricordo delle imprese legate alle guerre d'indipendenza. Questa è solo la pagina risorgimentale della storia: Goito ne ha ben altre se è vero, come sembra, che il nome derivi addirittura dai Goti (489 d.c.). Diventata una delle pupille dei molti occhi gonzagheschi, ebbe un Castello ed un sontuoso palazzo al quale misero mano anche il Fancelli, il Mantegna, Ippolito Andreasi.
Ma di un passato tanto importante è rimasta solo la Torre medievale del castello, vicino a piazza Gramsci. Le altre testimonianze sono prevalentemente settecentesche e richiedono un itinerario che si estende anche alle frazioni, tenendo presente "La Giraffa", villa che è un'antologia di stili architettonici tra il '400 e il '900 con una presenza anche neogotica. Restando nel privato, la Villa dei d'Arco, ora Moschini, con grande parco, è uno dei maggiori esempi di residenza patrizia neoclassica, dovuta a Gianbattista Maria Borsetto (1729) che ebbe la collaborazione di Giuseppe Crevola.
Ma il monumento di Goito è la Basilica della Madonna della Salute in San Pietro Apostolo, opera del ticinese Giovanni Maria Borsetto (1729). Chiesa solenne, con arredo d'arte importante, con dipinti di Giuseppe Bazzani, Domenico Petti, Francesco Borgani, Giovanni Ghiraldini, Domenico Celesti e sculture di Giuseppe Menozzi. Il territorio comunale si stende lungo la riva sinistra del Mincio cominciando da Maglio (chiamato così per il maglio che serviva per fare la carta nella cartiera locale). Poco oltre, la corte delle Bertone con un parco di ricca vegetazione, patrimonio della Fondazione d'Arco.
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